Governance sportiva: ciò che accade prima di scendere in campo
Quando assistiamo a una gara, vediamo gli atleti, gli allenatori, il pubblico e il risultato finale. Raramente, però, ci domandiamo che cosa permetta a tutto questo di funzionare.
Dietro ogni associazione sportiva esiste una squadra meno visibile, composta da presidenti, consiglieri, dirigenti, collaboratori e volontari. Persone chiamate ogni giorno a prendere decisioni, attribuire responsabilità, gestire risorse e affrontare problemi che non sempre trovano spazio sul campo di gara.
È qui che entra in gioco la governance sportiva.
Immaginiamo una società nella quale tutti collaborano con entusiasmo, ma nessuno conosce con precisione il proprio ruolo. Le decisioni vengono prese informalmente, gli incarichi non sono definiti, i documenti non vengono aggiornati e il presidente finisce per occuparsi di tutto.
Finché le cose vanno bene, questa organizzazione può sembrare sufficiente. Ma cosa succede quando nasce un conflitto, arriva un controllo, uno sponsor chiede chiarimenti oppure un dirigente deve rispondere di una decisione presa da altri?
La governance serve proprio a evitare che l’entusiasmo si trasformi in disordine.
Governare bene un’organizzazione sportiva significa stabilire chi decide, chi esegue e chi controlla. Significa definire deleghe, competenze e responsabilità, garantendo trasparenza nei rapporti tra dirigenti, soci, tecnici, collaboratori, famiglie, sponsor ed enti pubblici.
Non si tratta soltanto di rispettare statuti, regolamenti e adempimenti. Una buona governance permette di proteggere chi amministra, prevenire conflitti di interesse, utilizzare correttamente le risorse e rendere l’associazione più credibile nei confronti del territorio.
Anche la migliore idea sportiva, infatti, rischia di fermarsi se non è sostenuta da un’organizzazione solida.
La vera sfida consiste nel trasformare un gruppo di persone animate dalla stessa passione in una struttura capace di programmare, decidere e crescere. Un’organizzazione nella quale ogni componente sappia non soltanto cosa deve fare, ma anche entro quali limiti e con quali responsabilità.
Perché nello sport il risultato non dipende esclusivamente da ciò che accade durante una competizione. Dipende anche dalle decisioni adottate prima, dalla qualità dei rapporti costruiti e dalla capacità di affrontare il futuro con una visione condivisa.
La governance sportiva non rappresenta quindi un insieme di regole lontane dalla vita associativa. È il sistema che consente alla passione di diventare progetto, alla partecipazione di trasformarsi in responsabilità e a una società sportiva di diventare un punto di riferimento affidabile per atleti, famiglie, istituzioni e territorio.
La domanda che ogni dirigente dovrebbe porsi non è soltanto: “La nostra associazione funziona?”
La domanda più importante è: “Siamo realmente organizzati per affrontare ciò che potrebbe accadere domani?”
È proprio dalla risposta a questa domanda che inizia un percorso di governance consapevole, trasparente e sostenibile.
Per approfondire l’organizzazione della propria ASD o SSD, verificare ruoli, deleghe, responsabilità e possibili conflitti di interesse, è possibile richiedere una consulenza personalizzata.
Dott. Gianni Cimirro – Tributarista e Manager Sportivo

